PETTOLE DI SEMOLA SENATORE CAPPELLI A LUNGA MATURAZIONE

PETTOLE DI SEMOLA SENATORE CAPPELLI A LUNGA MATURAZIONE Un impasto antico, che si usa molto al sud in questo periodo, cambia paese, cambia nome, ma alla fine la ricetta è sempre la stessa. Quando sono arrivata in Puglia ho sentito parlare delle famose pettole, una pasta di pane fritta, e leggi e parla, alla fine è la stessa pasta fritta che facciamo in Sicilia. Le Spince siciliane infatti sono fatti della stessa pasta, solo che noi siciliani siamo forse un pochino più golosi e li usiamo mangiare dolci, con sopra tanto zucchero e cannella. (trovi qui la variante Sicula), le pettole invece vengono spesso farcite, o mangiate così, accompagnate da tantissime altre leccornie e salumi, acciughe e formaggi vari, in pratica un piatto rustico da gustare in compagnia. In Sicilia, come in molte zone della Puglia questo piatto viene preparato per la sera dell’8 dicembre, anche se in alcuni paesi viene anticipata al giorno di santa Cecilia, un momento unico, familiare. Io ancora ricordo di quando mio nonno, con le sue grandi mani, impastava forte forte, ricordo ancora splac splac splac, il rumore della pasta morbida che sbatteva con le mani, e mia madre pronta con la brocca dell’acqua tiepida, che al segnale della testa versava lentamente…… e al primo cenno si fermava, si perchè l’acqua bisogna aggiungerla piano piano, e solo mio nonno decideva quando fermarsi. Non esisteva bilancia, mai!!!!!! l’occhio e le mani bastavano, ed era vero, non sgarrava mai.

PETTOLE DI SEMOLA SENATORE CAPPELLI A LUNGA MATURAZIONE

Ingredienti:

  • 500 gr di semola rimacinata senatore cappelli
  • 400 gr di acqua tiepida (si può arrivare anche a 450 gr, per chi ha un pò di dimestichezza con gli impasti lievitati)
  • un grammo di lievito di birra secco (oppure 3\5 gr di lievito di birra fresco)
  • 30 ml circa di olio evo
  • sale (circa 5/7 gr)
  • mezzo cucchiaino di miele

Per la farcitura:

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PETTOLE DI SEMOLA SENATORE CAPPELLI A LUNGA MATURAZIONE

Questa volta non serve planetaria, o impastatrici particolari, perchè le pettole si impastano facilmente a mano. In una ciotola capiente setacciamo la farina, aggiungiamo il lievito (se quello secco) e il miele, e aggiungiamo l’acqua piano piano, iniziando ad impastare con un cucchiaio di legno. quando abbiamo aggiunto tutta l’acqua, aggiungiamo il sale e iniziamo ad usare le mani. Aggiungiamo a filo l’olio, l’impasto non sarà molto bello a vedersi, come potete osservare in foto, sarà molto liquido, impastate con vigore fino a quando vedrete spuntare le prime bolle di lievitazione. Impastare con molto vigore, l’impasto è molto idratato e occorrerà portarlo ad incordatura per riuscire ad ottenere un ottimo prodotto. Per controllare la giusta consistenza, tirate la pasta con le mani, e se forma un sottile velo, allora l’impasto è pronto.

Con una planetaria, invece il tutto è molto più semplice, potete impastare con il gancio a foglia, proprio perchè l’impasto è molto ricco di liquidi. Userete il gancio solo dopo aver inserito l’olio, per terminare l’incordatura dell’impasto.

A questo punto copriamo bene con pellicola e mettiamo a maturare in frigo per almeno 18 ore (le mie sono state impastate il giovedì mattina e le ho cotte il sabato sera). Se non siete sicuri di riuscire a gestire un impasto ben maturo, basterà semplicemente impastare la sera prima e mettere in frigo, il pomeriggio successivo riprendere l’impasto.

Dopo aver fatto maturare più o meno l’impasto, portatelo a temperatura ambiente e accertatevi che sia triplicato di volume. A questo punto preparate la classica padella per le fritture, aggiungete abbondante olio per fritture e con l’aiuto di un paio di cucchiai (io uso sempre le mani, proprio perchè nella tradizione Siciliana, le “pettole” le facciamo a forma di ciambella) prendiamo un pochino di impasto e versiamolo nell’olio a circa 180°.  L’olio non deve superare queste temperature, rischieremo di bruciare l’impasto esternamente e lasciarlo crudo all’interno. Per le pettole farcite, basterà inserire un pezzetto di formaggio o salame all’interno prima di tuffarli nell’olio caldo.

Per le versioni vegane o vegetariane, basterà eliminare il miele usando un pochino di zucchero grezzo, e accompagnare le pettole con piatti consentiti per la nostra dieta, in Sicilia per esempio, si fanno anche ripiene con pezzetti di cavolfiore lesso.

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1 Comment on PETTOLE DI SEMOLA SENATORE CAPPELLI A LUNGA MATURAZIONE

  1. Mimmo Modarelli
    30 novembre 2015 at 18:12 (2 anni ago)

    Veramente anche in Puglia le mangiamo prevalentemente dolci con zucchero, miele, vincotti vari, ecc . . . A Taranto cominciamo dalla prima colazione di Santa Cecilia il 22 Novembre, ne puoi leggere nel mio blog, ciao

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